Gus
   Età : 78 Registrato il : 21/12/07 Messaggi : 20
| Oggetto: DI UNA MEDIAZIONE DIFFICILE - Fine Mar Mag 13, 2008 12:05 pm | |
| La conclusione è che, senza che vi sia docenza, la trasmissione della psicanalisi coincide con quel processo di formazione che è l’autorizzarsi, ma che non c’è autorizzarsi che abbia statuto di legittimità se non all’interno della comunità psicanalitica ma elettivamente, non selettivamente. C'è come un tratto di scarto fra la purezza della teoria e il pratico dell’atto analitico che, quanto alla formazione, il magistero universitario non può colmare: l'oggettività del discorso in estensione (teoria) non è congrua alla soggettività del discorso in intensione (pratico); la forzatura di un’applicazione accademica sarebbe la vanificazione dell'atto formativo che, in quanto tale, è atto analitico. Di ciò che comporta lo statuto interminabile della formazione, volerne l’oggettivazione standardizzata significherebbe eludere la specificità del suo campo d’applicazione (il contingente modale), riducendolo alla ripetizione stereotipata delle tassonomie psichiatriche americane (DSM IV, o ala stregua di certi indirizzi ermeneutici e di stampo cognitivistico. L’“Al di là del principio di realtà” di Lacan è la “lezione di arte” psicanalitica più specifica della funzione formativa (Scritti, cit., p. 67 seg.). |
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